Dinamiche salariali sotto effetto Covid | Badenoch + Clark

Dinamiche salariali sotto effetto Covid

giugno 2021 - Largo Consumo

Inserito 7 luglio 2021

Da un'analisi dell'Osservatorio di Jobpricing e Badenoch + Clark emerge come la pandemia ha influito sugli stipendi, mettendo a confronto lavoratori tradizionali e smart worker. Le aziende hanno subito una forte perdita di posti di lavoro, concentrata nelle categorie più vulnerabili e a più basso reddito. Questa ricomposizione del mix occupazionale ha fatto sì che si osservasse una dinamica positiva nella crescita dei salari medi nazionali per i primi 3 trimestri dell'anno, chiaramente illusoria, ma non insolita in periodi di recessione, anche se particolarmente marcata. L'analisi evidenzia inoltre gli effetti su chi ha perso il posto di lavoro e l'impatto complesso dello shock pandemico su chi il lavoro non l'ha perso. Non tutti i lavoratori, infatti, sono stati esposti allo stesso modo: oltre al settore in cui sono occupati, un indicatore di vulnerabilità è il livello di "agilità" delle loro mansioni, ovvero quanto le attività di competenza siano eseguibili da remoto, visto che in tal caso è assicurata una maggiore continuità della prestazione e di conseguenza della retribuzione. Sulla base di questo criterio, dunque, è possibile suddividere i lavoratori in due gruppi, uno più esposto al virus, i lavoratori tradizionali, e uno meno esposto, i lavoratori agili. E appunto questa la chiave di lettura dell'impatto sul mercato del lavoro e sui differenziali retributivi dello studio "Le dinamiche retributive al tempo del Covid-19".

In media, i lavoratori tradizionali italiani hanno perso circa 887 euro nei primi 3 trimestri del 2020, rispetto ai lavoratori agili. Questo risultato è verosimilmente legato all'andamento delle ore lavorate. Nello studio non si considerano gli eventuali interventi di cassa integrazione perché lo scopo è comprendere l'impatto della pandemia sulle retribuzioni a prescindere dalle eventuali misure di sostegno pubbliche. Rispetto a questa situazione generale si sono avute differenziazioni in base alle caratteristiche dei lavoratori e in particolare gli uomini hanno perso in media circa 1.004 euro e le donne 880. II gruppo degli under 35 ha subito una perdita maggiore (-997 euro circa) rispetto ai maggiori di 35 anni. Si registra un dato in controtendenza per i lavoratori tradizionali con solo l'obbligo scolastico: questi hanno guadagnato circa 1.218 euro in più rispetto ai lavoratori smart. Dati i settori dove questi sono più impiegati, è verosimile che sia un gruppo impiegato nei settori "essenziali" che hanno visto l'attività incrementare, piuttosto che diminuire, si pensi, per esempio all'alimentare. I laureati tradizionali, in media, hanno perso meno della media nazionale.

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